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Editoriale

L'Italia chiude gli Europei U20 con il bronzo. La Croazia impartisce lezioni di programmazione e pallanuoto

  Pubblicato il 17 Ago 2126  19:45

L'Italia Under 20 chiude l'Europeo di categoria, manifestazione che si è disputata a Varna, in Bulgaria, con il terzo posto. Gli azzurri conquistano il gradino più basso del podio grazie al successo ottenuto dopo i tiri di rigore nella combattuta finalina contro il Montenegro.
Il bronzo continentale ripaga la rappresentativa tricolore per il buon percorso compiuto e per i sacrifici affrontati nel periodo di preparazione. La spedizione in terra bulgara non è stata però solo rose e fiori, ma ha offerto numerosi spunti di riflessione su cui impostare il lavoro del futuro.
Allenatore e giocatori meritano i complimenti per l'ottima reazione messa in campo dopo la sonora sconfitta rimediata in semifinale. La seconda sfida del torneo contro la Croazia, incontro terminato con il perentorio punteggio di 19-11 per i barakuda, ha rappresentato una lezione di pallanuoto e di programmazione da parte dei balcanici.
I croati, non a caso, chiudono l'estate con i titoli delle categorie Under 16, Under 18 e Under 20 e mettono in evidenza un lavoro certosino dal punto di vista della crescita dei giovani giocatori. L'Under 20 ha certamente beneficiato dell'esperienza vissuta nella Final Eight di World Cup a Sydney, manifestazione che, periodo di preparazione compreso, gli ha permesso di ottenere un netto miglioramento individuale e di squadra.
L'Under 18, dal canto suo, ha messo in mostra individualità di valore assoluto specialmente nella qualità del tiro: questa sembra rappresentare la strada privilegiata per un processo di ricambio generazionale di qualità in grado di coprire al meglio almeno due cicli olimpici.
L'Italia, da questo punto di vista, appare in palese ritardo. La semifinale con i croati, la partita con maggior pressione, ha evidenziato una netta differenza di livello in termini di pericolosità e finte credibili nella fase di uomo in più e di attacco contro la zona, capacità individuali nella zona difensiva e anche ritardo nella copertura dell'uomo in meno.
Nella rosa che ha giocato in Bulgaria il solo Izzo è stato convocato per i Giochi del Mediterraneo. Se la classe 2006/2007/2008 deve rappresentare il post Los Angeles la domanda legittima è relativa al quando si inizierà a costruire il futuro. Solo giocando partite ad alto livello i ragazzi possono maturare l'esperienza necessaria che sia in grado di renderli pronti ad entrare in pianta stabile nel giro della prima squadra. Il 2027 sarà un anno ricco di impegni importanti con la lotta per il pass olimpico in pieno svolgimento e sembra al momento difficile ipotizzare uno spazio concreto per i migliori prospetti del panorama nazionale.
Ulteriore riprova della necessità di far crescere i giovani ad alto livello è quella offerta da Spagna e Montenegro: giocatori come Biel Gomila e il montenegrino Gojikovic sono già parte in pianta stabile della prima squadra nazionale. Perché in Italia non sono state sfruttate la Final Eight di World Cup e gli imminenti Giochi del Mediterraneo come occasioni in cui consentire ai giovani di confrontarsi ad alto livello e crescere rapidamente? Basti pensare che, al culmine dello sviluppo dei relativi progetti di crescita, elementi del calibro di Velotto, Fondelli, Di Fulvio e Presciutti hanno disputato i Giochi Olimpici a poco più di vent'anni.
 
Credit: European Aquatics