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Editoriale

L'Olanda è troppo forte per il Setterosa: l'Italia cede 8-4 e lotterà per il bronzo

  Pubblicato il 03 Feb 2126  21:45
OLANDA-ITALIA 8-4 (parziali 4-1, 1-1, 1-1, 2-1)
Olanda: Aarts , Hicks 2, Van Der Kraats , Schaap , Keuning 1, Bosveld 1, B. Rogge , De Vries , Joustra 2 (1 rig.), L. Rogge, Moolhuijzen 1, Ten Broek 1, Van Den Dobbelsteen , Gorter . All. Doudesis.
Italia: Condorelli, Tabani, Leone, Gant, Cergol, Giustini, Bianconi, Marletta, Ranalli 1, Cocchiere, Bettini 2, Santapaola, Papi, Meggiato. 1. All. Silipo.
Arbitri: Bouchez (Fra) e Gerasimov (Gbr).
Note:  Uscita per limite di falli Ten Broek (O) nel quarto tempo. Superiorità numeriche: Olanda 4/9 + un rigore e Italia 2/7. Ammonito il tecnico SIlipo a 5'08" del secondo tempo sul 5-1. In porta Aarts (O) e Condorelli (I).
 
Lo scoglio era certamente arduo e si è confermato tale al termine di una partita molto complicata nella quale le difficoltà sono state innumerevoli soprattutto in fase offensiva. Nella seconda semifinale degli Europei di pallanuoto femminile l'Italia perde 8-4 contro l'Olanda e dovrà accontentarsi di giocare contro la Grecia nella finale per la medaglia di bronzo.
La rappresentativa tricolore offre ancora una volta un brutto approccio al match con il 4-1 incassato negli otto minuti inaugurali. La squadra paga gli enormi problemi denunciati in fase offensiva: al termine dei primi sedici minuti il dato dell'efficienza al tiro testimonia un 14% che non ha bisogno di eccessivi commenti.
La compagine in calottina scura, autrice di una prova difensiva ampiamente positiva contro una rivale dotata di una spaventosa potenza di fuoco, non riesce ad azionare il servizio sui due centroboa e finisce nella rete della difesa avversaria che chiude sistematicamente i varchi concedendo la conclusione solo dalla posizione che risulta più comoda per l'ottima Laura Aarts.
La squadra perde lucidità con il trascorrere dei minuti e l'unica che nell'arco dei quattro tempi riesce a trovare la via del gol in parità numerica è Dafne Bettini, autrice di due deliziose parabole con cui prova a tenere in partita la squadra, anche se i suoi sforzi si rivelano vani perché la truppa allenata da Doudesis non concede nulla e porta a casa il successo con pieno merito.