L'Italia doma 17-12 la Slovacchia agli Europei: gli azzurri devono crescere verso le sfide decisive
Pubblicato il 13 Gen 2126 19:54
SLOVACCHIA-ITALIA 12-17 (Note: parziali 2-5, 3-3, 4-5, 3-4.)
Slovacchia: L. Kozmer, M. Mihal 1, P. Tisaj 1, M. Molnar, L. Durik 2, Maros Tkac 2 (1 rig.), L. Seman, Marek Tkac, A. Furman 1, T. Bielik 1, M. Caraj 1, S. Balaz 3 (1 rig.), F. Balogh, B. Juhasz. All. Polacik.
Italia: M. Del Lungo, F. Cassia, J. Alesiani 1, M. Del Basso 1, F. Ferrero 3 (2 rig.), E. Di Somma 4, V. Dolce 2, T. Gianazza, L. Bruni 3, F. Condemi 3, A. Carnesecchi, F. De Michelis, A. Balzarini, M. Antonucci. All. Campagna.
Arbitri: Rakovic (SRB) e Silva (POR).
Usciti per limite di falli Del Basso (I) nel terzo tempo, Antonucci (I) e Dolce (I) nel quarto tempo. Superiorità numeriche: Superiorità numeriche: Slovacchia 7/19 + 2 rigori e Italia 4/11 + 2 rigori. De Michelis (I) subentra a Del Lungo nel corso del terzo e del quarto tempo.
Il calendario si è dimostrato amico con un inizio favorevole per una squadra bisognosa di crescere e consolidare l'amalgama in vista dei confronti in cui deciderà le sorti del proprio cammino. I primi test lasciano intravedere diverse indicazioni positive, ma suscitano anche le riflessioni del caso su qualche pausa di troppo.
Nel match della seconda giornata del girone D degli Europei di Belgrado Italia supera, nel rispetto delle previsioni, la Slovacchia 17-12, difende il primato in classifica, ma continua a non convincere sul piano della prestazione. La compagine in calottina scura approccia bene il match, chiude gli otto minuti di apertura sul 5-2 e sembra poter indirizzare la contesa sui binari favorevoli.
Gli azzurri però calano di tensione, pensano forse di aver già chiuso i conti in anticipo, peccano di lucidità in fase di conclusione e di concentrazione in quella difensiva costringendo Sandro Campagna a chiamare timeout per rimettere le cose a posto. La differenza di valori alla fine lascia che il maggior tasso tecnico dell'Italia abbia la meglio, gli slovacchi però escono dall'acqua a testa alta dopo aver lottato su ogni pallone fino alla conclusione dell'incontro.
In un torneo che si articola su due settimane e diversi incontri di difficoltà crescente una partenza in versione diesel può essere anche contemplata, diventa però prioritario capire che dal punto di vista tanto della concentrazione che dell'intensità i cali possono essere pagati a caro prezzo. Giovedì con la Romania c'è un appuntamento da non fallire sia per il risultato che per il gioco. Una prestazione convincente può e deve essere il viatico giusto in vista dell'inizio della seconda fase in cui ci saranno almeno due battaglie senza esclusioni di colpi per potersi giocare l'accesso alla zona medaglie.