Europei 2026, la Grecia punisce l'Italia 15-8 e vince il bronzo
Pubblicato il 05 Feb 2126 19:35
GRECIA-ITALIA 15-8 ( parziali 5-1, 5-3, 5-2, 0-2.)
Grecia: Stamatopoulou, E. Plevritou 2, Tricha 3 (1 rig.), Grigoropoulou, Xenaki 2 (1 rig.), Ninou 1, Patra 1 (rig.), Siouti 1, V. Plevritou 3, Tornarou, Myriokefalitaki 1, Karytsa, Bitsakou 1, Karagianni. All. Pavlidis.
Italia: Condorelli, Tabani, Leone, Gant, Cergol 1, Giustini, Bianconi 2, Marletta, Ranalli, Cocchiere 1, Bettini 4 (1 rig.), Santapaola, Papi, Meggiato. All. Silipo.
Arbitri: Cabanas Pegado (Esp) e Gerasimov (Gbr).
Note:Uscite per limite di falli Patra (G) e Tornarou (G) nel quarto tempo. Superiorità numeriche: Grecia 2/4 + 4 rigori e Italia 4/8 + un rigore. V. Plevritou (G) fallisce un rigore (fuori) al 7'03" del primo tempo sul 5-1. Karytsa (G) subentra a Stamatopoulou a 3'14" del quarto tempo.
Si chiude con il peggior risultato possibile la spedizione tricolore in terra portoghese. Nella finale per il terzo posto degli Europei di pallanuoto femminile di Funchal la Grecia, detentrice del titolo iridato, annichilisce l'Italia con un roboante 15-8 e porta a casa il gradino più basso del podio.
La formazione tricolore paga nuovamente un prezzo molto alto ad un approccio al match ampiamente deficitario e non riesce minimamente a risolvere i cronici problemi denunciati anche nelle scorse partite quando bisogna finalizzare l'azione. La squadra, una volta sotto, non riesce minimamente a riemergere e finisce per consegnarsi alle rivali. Tra le poche note positive di giornata, e del torneo, figura Dafne Bettini, autrice di un poker e tra le ultime a mollare.
Carlo Silipo avrà certamente tanto da lavorare in vista dei Mondiali del prossimo anno perché questo gruppo ha bisogno di trovare continuità soprattutto dal punto di vista della tenuta mentale e dell'intensità nel corso della partita, criticità che appare evidente soprattutto quando il livello della rivale si alza. Gli automatismi difensivi e i meccanismi d'attacco possono essere migliorati con il duro lavoro quotidiano, ma passano in secondo piano quando non si inizia il match con il giusto piglio e si mette in acqua il necessario livello di intensità agonistica.
Le elleniche mettono la partita in ghiaccio grazie al 5-1 del parziale di apertura, mandano a segno nove giocatrici di movimento sulle dodici a referto e gestiscono senza alcun patema le flebili velleità di reazione di una rivale che non riesce mai a rendersi pericolosa con la giusta continuità. La formazione allenata da Pavlidis riversa in acqua la rabbia agonistica necessaria a giocare al meglio questo tipo di partite e chiude la sua prestazione con un tasso di efficienza vicino al 50%, mentre le azzurre mettono a referto un ampiamente deficitario 8/31.
Credit: Andrea Masini/DeepBluemedia.eu